E' iniziata la "Primavera dei Diritti" in corso a Bari fino al 28 febbraio
Il fronte artistico dei diritti
Non capita tutti i giorni di camminare, in un pomeriggio incerto, per Piazza Ferrarese, e restare di stucco vedendosi travolti da un’orda di matti vestiti con tute ginniche, costumi tradizionali, abiti colorati; clowns; charlottes che corrono alla rinfusa nello spazio, emettendo urla che evocano ataviche danze tribali. Continui a non comprendere perché questi ad un tratto si fermano, si guardano, e, al cenno vocale di uno di loro, ripartono in un moto veloce e casuale, che li porta all’estremo opposto della piazza, incrociandosi con il più discreto incedere dei passanti. Questi ultimi, dopo il primo attimo di stupore, in cui rimangono fermi immobili, quasi terrorizzati, capiscono di trovarsi davanti ad un atipico spettacolo, e iniziano a riflettere su quale possa essere il loro ruolo, se siano più attori o spettatori di ciò che sta accadendo. Lo si capisce dagli accenni di compiacimento che si disegnano sui loro volti. Così, per scoprirlo, iniziano a seguire il gruppo di matti nel suo magnetico andirivieni, rinfoltendo la sciame di curiose presenze.
Inizia così, giovedì 18 febbraio, la parata di strada della scuola del circo social «Crescer e vivir» (nata nelle favelas di de Janeiro) insieme ai ragazzi africani del centro di prima accoglienza di Bari Palese e gli operatori del mondo del volontariato barese, coordinati dal regista genovese Boris Del Vecchio.
Con questo evento si apre la «Primavera di Diritti», maratona di dieci giorni di meeting, lezioni, spettacoli, mostre, videoproiezioni e aperitivi dal sapore etnico che si divideranno tra il teatro Kuursal Santalucia e le piazze del capoluogo pugliese, con l’obiettivo di sensibilizzare Bari e
Due ore di performances musicali, teatrali, danze e giocoleria hanno caratterizzato la parata iniziale e tenuto col fiato sospeso tutti i fortunati astanti delle vie della città vecchia. Spettacolari le esibizioni del circo brasiliano: salti acrobatici, passi di capoeira, piroette aeree, quadri svedesi umani, performance in costume con diablo, trampoli e torce infuocate hanno dato luogo al programma dei circensi carioca. Altrettanto apprezzabile l’intrattenimento musicale prodotto dai jumbè dei nigeriani del Cpa e dalla splendida voce della loro cantante che hanno invocato il rispetto per la diversità culturale attraverso brani tradizionali. Come pure tradizionale era la danza di corteggiamento eritrea condotta a coppie miste (ragazzi dalla pelle scura e ragazze italiane e spagnole), un inno all’amore tra i popoli. Particolarmente toccanti i monologhi teatrali dei nigeriani del Cpa che, attraverso il loro primo attore, hanno declamato la bellezza e il dolore di Mamma Africa e invitato gli interlocutori a impegnarsi in ogni gesto del quotidiano per inseguire la fratellanza tra i popoli. Tutto ciò in una festa itinerante che ha fatto la spola tre P.zza Ferrarese e Corso Vittorio Emanuele. La dimostrazione di come l’arte possa essere strada maestra di sensibilizzazione e riscatto sociale. Segnaliamo, infine, tra i prossimi eventi in programma, stasera e domani alle 18 e alle 19.30, in P.zza Ferrarese, gli «Afro jungle jeegs», gruppo circense della periferie di Nairobi con il loro spettacolo «In total control»; domani mercoledì 24, alle 17.30, nella sala Giuseppina del Kursaal,Nairobi la proiezione di «Visioni madri migranti», un’antologia video sull’interrelazione teatrale e performativa con extracomunitari in cui protagonista è la «Compagnia 3mondo teatro»; e giovedì 25 febbraio gli italiani «Funk Warriors», a Carbonara, in Piazza Umberto, alle 19.30, per esibire con «break-dance» e graffiti la cultura del «bboyng»
23/02/2010
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